Storia di una santa e di una basilica

Storia di una santa e di una basilica

La storia della Basilica di Santa Lucia è innanzitutto la storia di una martire, Lucia per l’appunto, che in vita è stata devota di un’altra martire, Sant’Agata, ed è stata perseguitata e martoriata da Diocleziano; da morta, invece, è divenuta una santa venerata tanto dai Cristiani che dagli Ortodossi. I racconti sull’uccisione di Lucia sono diversi e sono racchiusi in due versioni distinte: greca e latina. Secondo la testimonianza greca, Lucia fu decapitata; secondo quella latina, invece, le venne tagliato il collo. Per la maggior parte delle persone, la versione greca resta quella più attendibile. Quel che è certo è che il suo martirio, analogamente alla santa catanese di cui era devota, gettò la chiesa nello scandalo.

Il martirio di Lucia e la decisione di costruire una Basilica in suo onore

L’uccisione di Lucia avvenne nel 301 a.C. e, proprio nel luogo dove fu decapitata, venne costruita l’attuale Basilica di Santa Lucia. La Basilica, che è stata restaurata per la prima volta in epoca normanna, possiede molti tratti tipici dell’edilizia normanna, come le arcate ampie e alte. Nel XIV secolo, inoltre, Filippo D’Aragona diede ordine di realizzare dei nuovi lavori di restauro. La basilica, tuttavia, non subì grossi cambiamenti fatta eccezione per il rosone sulla facciata che fu completamente rifatto. La Basilica, tuttavia, possedeva anche un convento che rimase disabitato fino alla prima metà del 1600, periodo in cui molti padri francescani giunsero a Siracusa e vi si stabilirono all’interno. Nel corso dei secoli, tuttavia, la Basilica di Santa Lucia fu sottoposta a molti altri lavori di restauro, l’ultimo dei quali è stato realizzato nel 1939 e ha riportato in luce le travi in legno normanno dei tetti che sono state scoperte e analizzate per via delle grandi e importanti tracce pittoriche che ancora conservavano.

Dal crollo della Basilica all’ultimo restauro

Nel 1970 la Basilica di Santa Lucia ha subito un disastroso crollo che ha causato la distruzione dell’intero porticato. Al crollo sono seguiti nuovi progetti di restauro che dal tetto si sono estesi ultimamente, anche alla pavimento. Il rifacimento del pavimento risale al 1975 e, in quell’occasione, la chiesa fu completamente chiusa. Oggi, invece, rappresenta una delle costruzioni religiose più belle della Sicilia che, ogni anno, attira migliaia di visitatori e fedeli da tutta Italia.

Immagine: arkanoide – FotoliaSimilar Posts: