La festa patronale di Santa Lucia: storia e tradizioni

ago 15, 2011 da spiritoso

La festa patronale di Santa Lucia: storia e tradizioni

Il martirio di Santa Lucia da Siracusa oltre all’edificazione dell’omonima basilica in suo onore, ha portato alla realizzazione di un’importante festa patronale che si svolge ogni dicembre nella città di Siracusa. La festa viene celebrata il 13 e il 20 dicembre e tutti gli anni attira l’attenzione della popolazione della provincia oltre che dei tanti siciliani che abitano all’estero e che, in occasione di questa celebrazione, fanno ritorno nella loro terra natale.

La processione inaugurale del 13 dicembre

La festa patronale di Santa Lucia inizia a tutti gli effetti il 12 dicembre, quando il Simulacro di Santa Lucia viene trasportato verso l’altare della cattedrale e viene celebrata una cerimonia religiosa solenne alla fine della quale i partecipanti mangiano il tipico dolce siracusano chiamato Ciuccià. Tuttavia, il giorno vero e proprio della festa di Santa Lucia è il 13 dicembre. In questa occasione, il Simulacro viene trasferito ancora una volta in direzione del Duomo di Siracusa, che rappresenta il vero e proprio fulcro della festa dove centinaia di migliaia di fedeli si ritrovano per celebrare la loro martire. Il Simulacro – successivamente – continua la sua processione lungo le strade siracusane raggiungendo la costa dove riceve – a suon di clacson- il saluto delle navi accorse appositamente per la celebrazione. Il cammino del Simulacro, infine, continua per tutto il giorno tra canti e fuochi d’artificio prima di arrestarsi nella Basilica di Santa Lucia dove rimane esposto per una settimana.

La processione finale del 20 dicembre

Trascorsa una settimana all’interno della Basilica, il Simulacro di Santa Lucia viene prelevato e trasportato per le vie della città che sono sempre diverse da quelle attraversate la settimana precedente. Nella giornata del 20 dicembre, infatti, il Simulacro fa varie soste. Tra queste, una delle più sentite dai fedeli è quella prevista all’Ospedale Umberto I, dove il Simulacro della martire fa il giro dei fedeli. Fondamentale, poi, è la tappa sull’isola di Ortigia a cui il Simulacro e i fedeli accedono attraverso i famosi ponti Agrigentini. Ancora Fuochi d’artificio, preghiere e riflessione prima di tornare, intorno alla mezzanotte, nella Basilica di Santa Lucia dove il Simulacro riposerà per un altro anno.

Illustrazione: bepsphoto – Fotolia

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